Andrea Vergnano: pre-produzione e promoting

 

Francesco Nano: Buongiorno a tutti da Francesco Nano, ben trovati in questa nuova chiacchierata per la rassegna di interviste che rivolgiamo a fonici, Sound Engineer, addetti del settore musicale e produttori realizzate per Scuolasuono.it. Oggi do’ il benvenuto ad Andrea Vergano, ciao Andrea!

Andrea Vergnano: Ciao a tutti.

F.N.: Andrea è un Sound Engineer, un produttore, una persona che lavora conto terzi. Oggi nel mondo della musica non è una cosa che si sente tutti i giorni, è bello vedere che esistono ancora dei professionisti che possono lavorare conto terzi. Con Andrea affronteremo un argomento molto interessante: si tratta dei dieci errori da evitare nella pre-produzione.

La pre-produzione è lo step immediatamente antecedente a tutte quelli che sono i passaggi della produzione vera e propria, Andrea ci spiegherà perché è fondamentale impostare correttamente una pre-produzione e quali sono i benefici che derivano da una pre-produzione impostata correttamente, dopodiché vedremo questa lista dei dieci errori da evitare; la dividiamo in due e la seconda parte, che sarà quella più tecnica, sarà dedicata agli Allievi del nostro corso.

Se non sei ancora iscritto iscriviti adesso a Recording Turbo System e se vuoi continuare ad approfondire le nostre attività puoi registrarti al nostro sito troverai gratuitamente tanti tutorial a tua disposizione. Ogni occasione è per me buona per invitare tutti a seguirci ma, bando alle ciance, Andrea raccontaci qual è stata la tua esperienza, quali sono le tue competenze e la tua storia musicale fino a questo momento.

A.V.: Potreste andare a vedere su Wikipedia.. Io sono partito come artista e amo dire e affermare che continuo come artista, e in tutto questo non ho disdegnato l’aspetto più tecnico della musica ed ho avuto a che fare con tante persone e tanti vecchi del mestiere che mi hanno introdotto e insegnato a lavorare. La cosa è partita tanti anni fa, nel 1995-96.

F.N.: Tu sei giovanissimo. Quanti anni hai?

A.V.: Io non sono tanto giovane, ho 36 anni.

F.N.: Ne dimostri di meno, hai più capelli di me che sono più giovane.

A.V.: Sei molto umano, grazie, ma è la webcam che mi ringiovanisce..

F.N.: Capisco..

A.V.: Ho iniziato facendo dei live. Partiamo dal presupposto che non sono il top dei musicisti, io parto come rapper, quindi ho iniziato con un microfono e delle basi, però la mia manager mi disse: “Impara ad usare un mixer, cosi eviterai che i tecnici ti freghino durante i live. Per lo meno avrai idea di cosa chiedere al fonico e cosa vuoi sentire”.

Ho iniziato per questo, per semplificarmi la vita come artista e per non essere d’intralcio ai tecnici con domande da ignorante che poi vanno a discapito del tuo live, quindi per me è importante avere delle basi su questo, indipendentemente se lo fai per conto terzi piuttosto che fare semplicemente l’artista, quello che volevo fare all’inizio.

 

Scuolasuono.it - Andrea Vergnano

 

Mi sono rivolto agli studi di registrazione, ai miei tempi ce n’erano tanti ed erano studi incredibili, parliamo di quando si registrava ancora su nastro; ho avuto la fortuna di iniziare ad appassionarmi al campo della fonia quando si era a cavallo tra l’analogico e il digitale, quindi ho un po’ di conoscenza del vecchio e un po’ del nuovo.

Il vecchio l‘ho un po’ dimenticato ma mi torna alla memoria grazie al tuo .0, con tutti i virtual, mi ricordo e inizio a rispolverare un po’ di cose.
Ho imparato a lavorare in studio perché mi sono appassionato, sono stato curioso, ho avuto voglia di fare domande, cosa che in questo ambiente è necessario. Purtroppo non si raggiunge la perfezione ma c’è sempre qualcuno disposto a rispondere alle tue domande.

F.N.: Questa è una frase bellissima: “C’è sempre qualcuno disposto a rispondere”. È vero che gli studi stanno chiudendo o hanno già chiuso, però le persone esistono ancora e questo significa avere una possibilità anche oggi. Che ne dici?

A.V.: Infatti quello che state facendo è bellissimo ed è bello che abbiate dato uno spazio ad un argomento che si estrania da quello che è il tecnicismo della registrazione, quindi un plauso a voi.

F.N.: Grazie, ce lo prendiamo tutto perché ce lo meritiamo.

A.V. : Assolutamente si.

F.N. : Tra l’altro ti abbiamo aperto l’accesso al nostro corso. Sei riuscito a farci un salto?

A.V.: Io avrei voluto farlo ma non ce l’ho ancora fatta perché fortunatamente è un buon periodo per la registrazione quindi non riesco.

F.N.: Bello sapere che uno è cosi ingolfato di lavoro che non ne viene fuori.

A.V.: Beh ingolfato no, ma diciamo che nell’ora libera preferisco mettere il naso fuori e staccarmi dalla tecnologia, di questo non me ne vogliate.

F.N.: No, non preoccuparti, quando avrai piacere voglia e tempo.

A.V.: Piacere sicuramente, voglia anche, diciamo il tempo, arrivando il periodo estivo lo farò.

F.N.: Poi ci farai avere un commento su come ti sembra la nostra scuola, se vorrai darci dei suggerimenti o qualsiasi cosa.

A.V.: I suggerimenti li date voi a me.

F.N.: Tu sei un Sound Engineer ma sei anche un Produttore musicale, un Produttore artistico.

A.V.: Si mi diletto in questa cosa. Ultimamente mi sto dilettando anche nel promoting, mi piace che la musica oggigiorno ritorni ad esserci.

F.N.: Come si fa a farla tornare, come si fa oggi a fare promozione? A me capita spesso di parlare con altre persone un po’ più anziane di te ed hanno un altro tipo di visione, quindi mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu, è ancora possibile, perché, come si fa?

A.V.: Si può vendere, si può essere conosciuti, l’importante è partire da una buona pre-produzione. La promozione oggigiorno va vista con occhi diversi, siamo più noi a venderci.

F.N.: Intendi noi artisti?

A.V.: Noi artisti a venderci e chi promuove deve avere per le mani un buon prodotto a livello artistico, serve che l’artista sia a contatto con la gente, che non viaggi al di sopra delle righe.

F.N.: Cioè?

A.V.: Serve che l’artista possa rispondere alle esigenze del pubblico senza fare troppo il divo, quindi significa che se fanno un commento è bello rispondere, è bello fare dei live ed essere tra il pubblico: bisogna entrare nella mentalità che per fare una buona produzione non basta spammare ma bisogna anche investire qualcosa ed andare in canali alternativi.

F.N.: So che non è argomento della nostra discussione, però sarebbe interessante se tu riuscissi a dare dei suggerimenti pratici. Come si imposta una campagna promozionale o come la imposti tu.

A.V.: Bisogna innanzi tutto avere per le mani un prodotto che segua una linea precisa.

F.N.: Prodotto coerente.

A.V.: Prodotto coerente, si, bisogna che segua una linea quindi se si fa un disco (questo lo dico perché ai tempi è stato criticato un mio disco dove io volevo fare tutto a 360° ma non è fattibile, non si può fare, è inutile esagerare) meglio concentrarsi prima su una cosa e poi concentrarsi su un’altra.
Bisogna evitare di immettersi nella mischia del web perché il web ha dato tantissime possibilità ma tarpa anche le ali.

 

Andrea Vergnano White Chicken Studio

 

 

Io non so sulla tua bacheca Facebook, ma sulla mia viene fuori in uscita, out now, praticamente un singolo ogni ora; bisogna cercare di levarsi dal web sfruttando il web, far si che il web sia un’arma, un supporto ma non basarsi esclusivamente sul web, quindi crearsi piccoli eventi da sponsorizzare sul web.
Per esempio, tempo fa ho fatto una riunione di rapper ed ho messo in atto un evento che si chiama “cd crossing”, un’idea che importai nel 2004, preso da una crisi mistica perché mi si era rotto lo 02R e pensavo mi sarebbe costato tantissimo.. Nella depressione mi sono rialzato.

F.N.: Lo 02R era un mixer digitale, giusto per chi non lo conosce.

A.V.: Giusto, feci questo “cd crossing” che ho riproposto ultimamente. Abbiamo fatto 850 copie di una compilation senza bollino SIAE per evitare ulteriori spese e l’ho “dimenticato” per le strade, non l’ho omaggiato, non l’ho venduto ma me ne sono “dimenticato” su una panchina, sul tavolino di in un bar, dentro la metropolitana, ecc.: questa la chiamo condivisione disinteressata della musica. Facendo cosi crei qualcosa di interessante di cui parlare perla stampa.

F.N.: È bellissima, questa non l’avevo mai sentita: tu hai stampato delle copie di cd. Era musica protetta, nel senso che sei un autore?

A.V.: Alcuni protetti, altri no.

F.N.: Però diciamo che ti sei dimenticato i pezzi da qualche parte?

A.V.: Ho la memoria labile, molto debole.

F.N.: E tutta questa dimenticanza a cosa ha portato, quale è stato il ritorno?

A.V.: Non è tanto il ritorno, il responso del pubblico. C’è gente che si è interessata alla cosa perché ho pubblicizzato l’evento su Facebook, si è chiesto cosa fosse e allora si è mosso qualcosa.

F.N.: Su Facebook cosa hai detto?

A.V.: Ho detto ciò che ho detto a te.

F.N.: Praticamente hai indetto una caccia al tesoro?

A.V.: Praticamente si, io il tale giorno a tale ora ho dimenticato 850 copie.. Praticamente cosa succede?

F.N.: Sei un genio!

A.V.: Grazie. Si crea un evento mediatico, qualcuno ha fatto la fotografia con il cd “Trovato!”, con la copertina ecc., poi gli uffici stampa si sono interessati ed hanno riportato la notizia sulle varie testate giornalistiche del web e si è creato un movimento.

È difficile tenere in piedi il gruppo che ha fatto insieme a me questa compilation perché sono tante teste, uno si crede meglio dell’altro però diciamo che creare un evento da sponsorizzare poi sul web è una soluzione, perché se ci limitiamo a fare un video o un pezzo, caricarlo su SoundCloud o su YouTube e poi postarlo sulla nostra bacheca di Facebook è facile e lo fanno tutti. E’ come MySpace, all’inizio è stata una novità, poi uno spamming atomico finché tutti si sono disinteressati; stessa cosa comincia ad essere Facebook.

Allora bisogna cercare di creare un evento dove siamo a contatto con la gente, pubblicizzarlo su Facebook ma avere qualcosa: hai fatto questa cosa, ti sei creato un piccolo background musicale, si potrebbe fare la stessa cosa facendo le cose in regola, mettendo un bollino SIAE in omaggio se ancora non è protetto, anzi omaggio in ogni caso e fai la stessa cosa. In questo caso ho dovuto cercare di ridurre i costi ma se io me ne “dimentico” non c’è nessuna legge che mi vieta di farlo.

F.N.: Ok però Andrea non è detto che per forza tutti dobbiamo dimenticarci delle cose in giro. Quando parli di evento cosa intendi? Si può anche ragionare in altri termini, immagino.

A.V.: Certo, bisogna crearsi una cosa originale che lo sia più che altro per la stampa, questo è semplicemente un esempio. Se crei qualcosa di originale che possa far parlare di te, allora la stampa se ne interessa perché altrimenti oggigiorno, con il web, far uscire un disco non è niente di particolare di cui parlare: per questo, se abbiamo scarsi budget, bisogna essere creativi. Oggi si punta molto sulla creatività, anche le grandi aziende puntano sulla creatività, bisogna avere le idee.

C’è stato un momento di apice in questa manifestazione, una piccola azienda di biciclette voleva farci vestire da supereroi e andare in giro con queste biciclette a regalare i cd, allora a quel punto avremmo stampato 1000 copie, ci saremmo vestiti da supereroi e avremmo girato per Milano e avremmo regalato il cd.

 

Scuolasuono.it - Andrea Vergnano

 

Questo è per condividere qualcosa, poi che da li succeda di arrivare nella mano giusta beh, si sa che è un terno al lotto, forse bisognerebbe suggerirlo ai manager delle etichette discografiche, sempre che a qualcuno interessi visto come stanno andando le cose. Comunque il succo del discorso è: trova un’idea e non fossilizzarti sul web.

F.N.: Trova un’idea e non fossilizzarti sul web, soprattutto porta avanti le public relation e fai sapere dei tuoi eventi anche alla stampa.

A.V.: Esatto. Il web è una cosa buona ma tutti hanno accesso al web quindi si crea una condensazione di cose.

F.N.: Ok, molto interessante il tuo punto di vista e ti ringraziamo per aver condiviso con noi questa tua esperienza e questo tuo modo di pensare. Passiamo ora alla seconda parte della nostra intervista: i 10 errori da evitare nelle pre-produzione. Cos’è la pre-produzione, a cosa serve e quali benefici si possono ottenere da una pre-produzione fatta come si deve.

A.V.: Per me la pre-produzione è quando non hai in mano niente e devi iniziare, quindi la pre-produzione prima di tutto.

F.N.: A cosa serve?

A.V.: Serve per dare una base, come le fondamenta di un palazzo: serve per costruire un buon palazzo, se le fondamenta sono fatte di fango non credo che il palazzo duri a lungo, quindi diciamo che non è assolutamente da sottovalutare.

F.N.: Stiamo parlando da un punto di vista artistico, quindi della realizzazione artistica.

A.V.: Assolutamente si.

F.N.: Quindi con una buona pre-produzione abbiamo maggiori possibilità e probabilità che il disco, il lavoro in studio riesca meglio.

A.V.: Si, sempre parlando a grandi linee, poi a volte uno da una schifezza riesce a fare un capolavoro, però se vogliamo seguire un iter, un percorso, come per un bimbo si parte dai primi passi, non inizia a correre subito.

F.N.: Certamente. Diamo alcuni punti inizialmente. Partiamo dal n. 1: avere le idee troppo chiare serve?

A.V.: Sono creativo anche nei miei punti. Perché ho scritto questo punto? Per la mia esperienza di fonico per conto terzi mi capita spesso che vengano a farmi delle richieste, non dico assurde, però ogni tanto qualcuno entra dentro e dice: “Voglio fare un pezzo come…” e cita un artista.

Non so se sia un punto positivo, a volte avere un’idea chiara serve però ci incanala dentro un tunnel dal quale non riusciamo ad uscire perché se uno vuole farmi un pezzo ad esempio come Alicia Keys, ma non ha la voce come Alicia Keys, probabilmente non dovrebbe farlo.
Bisognerebbe partire da qualcosa che sia malleabile, bisogna avere un pensiero abbastanza aperto, cercare di partire si da un’idea, da un’ispirazione come fanno tutti, senza però incanalarsi in un tunnel dalla quale non c’è nessuna via d’uscita perché ci sono troppe cose da seguire e diventeremmo dei cloni.

Conosco degli artisti che vengono a registrare da me che, appunto, sono cloni di altri, di Negramaro, di Ligabue, di Fabri Fibra: cloni, semplicemente, perché vogliono quella cosa lì, il loro orecchio si è abituato, e visto che ti sei fatto l’orecchio su quell’artista, si tende poi a fare lo stesso tipo di melodia o a tenere lo stesso tipo di metrica o imitarne la voce perché hai le idee “troppo chiare”.

Questo non serve. Con altri artisti siamo partiti da un brano e poi su quel brano siamo andati a metterci delle idee e degli strumenti influenzati anche da altri generi, ti faccio un esempio: si parte da un pezzo hip hop e si mette dentro della musica irlandese o un organetto – qualcuno potrebbe lamentarsi di queste scelte – ma invece bisogna un po’ contaminare le cose.

 

Andrea Vergnano

 

F.N.: Ti piacciono le commistioni di genere.

A.V.: Si, diciamo che la musica è musica quindi cerchiamo di non fargli fare la guerra tra i vari generi.

F.N.: Punto n. 2: lavorare sotto pressione. È autobiografico?

A.V.: Frecciatina. Io non so se chi lavora come me per conto terzi la pensa come me, però già oggi avevo un appuntamento dove mi han chiesto di registrare per forza in un’ora, ma ci mettiamo il tempo necessario perché lavorare sotto pressione non è sano.
Questo è un consiglio che do innanzi tutto agli artisti, mettere pressione ad un tecnico non serve, è dannoso: i lavori vengono fatti male perché fatti velocemente e non rifletti.

Non è una cosa buona nemmeno per il tecnico che lavora per un’azienda; se un’azienda ti mette dei termini per un jingle, lavorare con una carogna sulle spalle non è mai positivo, però se riusciamo a trasformare la pressione in adrenalina e quindi far si che la soglia tra l’agitazione e l’adrenalina sia bilanciata allora può darci un buon aiuto.

Questo per dire che serve mantenere molto la calma, specialmente se si lavora in ambiente professionale mai farsi prendere dall’ansia ma essere belli carichi nel lavoro. Lavorare sotto pressione è una cavolata abnorme, piuttosto consiglio di non fare il lavoro.

F.N.: Andando ad improvvisare, abbiamo altri otto punti e il tempo stringe, quindi a questo punto mi sento di salutare i ragazzi che ci seguono da fuori e rimaniamo solamente con gli Allievi di Recording Turbo System, se non sei iscritto puoi iscriverti e seguire questa intervista e tutte le altre della serie Scuolasuono Productive. Quindi salutiamo Andrea e ci ritroviamo dall’altra parte. Ciao!

A.V.: Ciao!

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