Il segreto del lato oscuro della luna

  • Perché certe band falliscono subito?moon
  • Perché altre band, pur “litigando”, vanno avanti per decenni snocciolando dischi di successo uno dopo l’altro?
  • Quale segreto si cela nel lato oscuro della luna?
  • Quale segreto puoi fare tuo per diventare un vero leader tecnico?

È successo anche a te di ritrovarti su un mix della tua band costretto a fronteggiare tutti i musicisti coinvolti nel progetto, ciascuno che dice la sua battendo i piedi a terra?

Intendiamoci, talvolta la forza creativa e la sintonia mentre si provano i pezzi c’è, ma quando poi si tratta di alzare i volumi delle spie o mettere le mani sul mixer, ognuno dice o fa quel che gli pare. C’ è chi fa la gara alla volumata e c’è chi sostiene di aver sentito che la chitarra va equalizzata in quel modo, il riverbero va usato in quell’altro, ma alla fine il risultato è uno schifo…

Ma come, la band è affiatata, e poi?

Si producono delle demo impresentabili e nei live il sound diventa un frastuono che ricorda i ripieni delle pizze americane con tutti i sapori inclusi il ketchup, la crostata di mele ed i cetriolini..

Io suonavo la batteria e non mi sono mai sognato di dire al mio chitarrista che pickup usare, né lui si è mai sognato di impormi la scelta delle bacchette, delle pelli o dei piatti: se ognuno sa fare bene il suo mestiere ci si capisce facilmente.

Puoi non andare perfettamente d’accordo con un altro componente della band a vita, ma se c’è sintonia professionale si va avanti nonostante tutto.

 

Ma allora perché tutti mettono bocca (e mano) sul mixer?

 

 

Semplice, perché manca “l’artista del mixer”.

Ebbene si, inutile girarci intorno! Secondo te, i Pink Floyd avrebbero potuto fare uno dei dischi più venduti al mondo senza avvalersi di un sound engineer come Alan Parsons?

Ce lo vedi Gilmour (che pure era un esperto di suoni all’avanguardia) battibeccare con il bassista Waters sulla scelta del posizionamento microfonico per la ripresa della batteria?

Certo, probabilmente avranno dato il loro parere, ma di certo  non si sono messi loro stessi a smanettare sull’ampli del vicino o sulla consolle del fonico, perché erano consapevoli che ognuno era competente nel proprio settore.

Intendiamoci, parliamo di gente che sapeva bene che cosa stava cercando, ma sapeva anche riconoscere i ruoli e circondarsi di professionisti in ogni settore.

E così uno dei dischi più venduti al mondo, The Dark Side Of The Moon, vede la luce nel 1973 per diventare ancora ad oggi uno dei dischi nelle top vendite di tutto il mondo.
Wikipedia dice:

I Pink Floyd usarono alcune delle tecniche di registrazione più avanzate dell’epoca, inclusi la registrazione multitraccia e i loop. In molte tracce si usarono sintetizzatori analogici e, in sottofondo, anche una serie di interviste con la band e lo staff tecnico in forma di aforismi filosofici. Il tecnico del suono Alan Parsons contribuì alla realizzazione di alcuni degli aspetti sonori più innovativi, incluso il ticchettìo e lo scoccare degli orologi in Time.”

 

La verità è che, se vuoi fare sul serio la musica, ad un certo punto c’è bisogno di un LEADER TECNICO:

uno che sappia veramente come ottenere certe sonorità e che conosca bene i segreti di un mixer.

 

Attenzione: quando parlo di un leader tecnico non penso ad uno con il cacciavite in mano ma ad un tecnico che sappia mettere la sua professionalità e competenza artistica a servizio del sound. Se un chitarrista deve conoscere alla perfezione la propria strumentazione e la chitarra, un leader tecnico deve QUANTOMENO conoscere il mixer e le sue potenzialità – e non è detto che un chitarrista non possa anche essere, allo stesso tempo, un ottimo leader tecnico: entrambi (o entrambe le personalità professionali) sapranno poi usare creativamente i propri strumenti per donare quel tocco personale che fa veramente la differenza.

I Pink Floyd, si sa, si sono anche divisi, ma hanno prodotto ugualmente degli album di successo per decenni e, comunque, si sono sempre circondati di altri professionisti: sassofonisti, coristi, percussionisti, esperti di ogni genere e, soprattutto, di tecnici del suono che sapevano quel che facevano.

Quindi, il vero segreto che c’è dietro il lato oscuro della luna (the dark side of the moon) è la capacità di riconoscere la professionalità di ciascun artista e il sapere affidarsi ad un tecnico del suono che dimostri di sapere il fatto suo.

I Pink Floyd sapevano circondarsi di professionisti e li rispettavano in quanto tali: le band si separano se i ruoli non sono ben definiti, soprattutto se qualcuno si permette di mettere le mani sugli strumenti degli altri.

Ad ognuno il suo: al leader tecnico della band tocca (anche) la gestione dell’audio, del mixer, della scheda audio, dei microfoni, ecc… I consigli saranno ben accetti ma, come è logico attendersi che il chitarrista dirà la sua parola definitiva sugli assoli, così il leader tecnico dovrà poter fare altrettanto in materia di audio, e lo potrà fare solo ed esclusivamente se il resto della band, più o meno consapevolmente ed apertamente, lo riterrà il VERO LEADER TECNICO, in grado di  gestire effettivamente le situazioni, le problematiche e le scelte artistiche riguardanti il sound.

 

Alan Parsons and Pink Floyd at Abbey Road 1972 mixing "The Dark Side of the Moon".

Alan Parsons and Pink Floyd at Abbey Road 1972 mixing “The Dark Side of the Moon”.

 

Nei Pink Floyd, quando il loro leader storico e chitarrista diede cenni di follia (Syd Barrett) e le loro esecuzioni erano ormai inaffidabili, il bassista Roger Waters assunse la leadership e dovettero cercare un nuovo chitarrista. Ascoltarono molti professionisti e, alla fine, si affidarono nelle mani di un semisconosciuto che però sapeva usare gli echi sulla chitarra e gli effetti come nessuno aveva fatto prima: David Gilmour. Non si affidarono a qualche amico per sfangarla, tanto avevano già successo: cercarono il meglio.

Questo rende grandi i gruppi: sapere che ogni ruolo è ricoperto da uno che sa quello che fa.

E il mixer? Perché nelle band ci si accontenta ancora del sentito dire e dell’arte di arrabattarsi alla meno peggio?

C’è poco da fare: non sono le attrezzature costose a fare la differenza, ma la capacità di sapere usare quelle che ci sono.

Un violinista professionista riuscirebbe a ricavare da un violino da quattro soldi un suono migliore di quello che un inesperto ricaverebbe da uno Stradivari. I tecnici del suono di una volta sapevano fare degli album passati alla storia con una tecnologia superata e con sole 8 tracce.

Non a caso Alan Parsons, dopo avere lavorato su due dischi dei Beatles, ha collaborato anche con Paul McCartney e con i Pink Floyd e negli anni ha continuato a collaborare con i suoi componenti da solisti: era un vero punto di riferimento.

Oggi, con un computer e poco altro, si dispone di strumenti molto più prestanti e di una “potenza di fuoco” inimmaginabile per allora: “basta” saperli usare bene.

Ecco perciò che, se vuoi veramente ottenere certe sonorità, non puoi continuare ad accontentarti delle 4 cose che sai su un mixer (ossia, sulla produzione audio nel suo insieme, poichè il mixer è la conoscenza base di qualsiasi produzione musicale audio, sia live che in studio) e continuare a pensare di riuscire a produrre IL sound che avevi in mente.

Oggi come oggi, in ogni band c’è qualcuno che sa bene o male “smanettare” sulle cose tecniche meglio degli altri ma c’è bisogno che questo “smanettone” faccia finalmente un balzo in avanti e assuma veramente un ruolo professionale, per se stesso e per gli altri.

Sei tu lo “smanettone” della tua band?

Ignorare queste informazioni ti procurerà un notevole mal di stomaco, sia per quanto riguarda i risultati audio, sia per ciò che concerne la gestione dei rapporti e delle interrelazioni con gli altri componenti dei tuoi progetti musicali.

Comprendere a fondo le logiche del mixer ti permetterà di far guadagnare alle tue produzioni, oltre che in sonorità, anche nell’armonia del gruppo, in creatività, nel grado di successo raggiunto, in tempo risparmiato  anche per quanto riguarda i soldi (non più sperperati qua e là per comprare strumenti tecnici sempre più all’avanguardia e sempre più inutili, vinto dalla noia e  dalla disperazione di non riuscire a ottenere il suono che avevi in mente di raggiungere).

Il leader tecnico è un ruolo fondamentale per far avere successo a qualunque progetto musicale tu stia lavorando: questo è il VERO segreto che si cela dietro il lato oscuro della luna.

La buona notizia è che, se sei qui a leggermi, è altamente possibile che tu sia veramente pronto per ricoprire questo ruolo e per scoprire i segreti dei tecnici professionisti.

Ora la domanda è: ti senti veramente pronto a fare questo salto di qualità?

Te la senti di diventare un serio punto di riferimento tecnico per l tua musica e quella dei tuoi colleghi? Sei pronto per intraprendere la strada che ti porta ad un sound professionale anche con i pochi strumenti che possiede il tuo home studio?

Apriti finalmente al lato nascosto della luna e scopri

I Segreti del Mixer

5 Comments

  1. gilmourish

    quelli in foto però non sono i Pink Floyd

    • Francesco

      Ciao gilmourish, grazie per averci lasciato il tuo commento. Abbiamo attinto direttamente dall’archivio del sito ufficiale di Alan Parsons, e a meno che la descrizione sia sbagliata, pensiamo che si tratti proprio dei Pink Floyd. Puoi fare un confronto con quest’altra foto: Pink Floyd

      • Michele

        Confermo anch’io che la foto non é assolutamente dei Pink Floyd.
        Per il resto devo dire che questo argomento,malgrado non sia per ora uno smanettone del mixer,mi sta interessando veramente molto.
        Grazie.

  2. Flavio

    Tutto molto vero, non per la foto di Alan Parson, non sono i Pink…chi li conosce non ha dubbi…

    • Paolo

      Ragazzi non sono i Punk Floyd, e poi Gilmour era un amico di Barrett!L’altra foto si sono loro!

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