Meglio seguire un corso per tecnico del suono o cantare sotto la doccia?

Sei un musicista, lo sei davvero? Intendo dire un Vero musicista con la “V” maiuscola, lo sei?

Io me lo chiedo spesso e mi piacerebbe avere la tua opinione su quanto segue. Vediamo un po’ di ragionare assieme sull’argomento “corso per fonico“..Corso di home recording e scuola per sound engineer

Se un bimbo di 3 anni batte un mestolo su una pentola, produce un suono: questo significa che sia definibile “Musicista”?

Io ho studiato la batteria a livelli semi professionali, potrei definirmi un “Musicista”? In fondo, studiavo i pezzi – volevo fare rock –  e un po’ di suoni in sequenza, bene o male, li producevo anch’io,  eppure non avevo mai veramente studiato Musica ed il pentagramma era qualcosa che mi metteva una certa repulsione: mi ricordava un foglio ingiallito sopra una spinetta, con dietro un tizio con una parrucca improbabile e lo stucco bianco in faccia..

 

Posso quindi  dichiararmi un vero “Musicista” se suono senza avere mai studiato musica?

Forse quest’altro esempio mi riuscirà meglio: chi canta, e ha studiato canto, solitamente dovrebbe essere anni luce avanti di chi, con lo stesso talento, non lo ha fatto, ma chi canta sotto la doccia al mattino può forse essere definito forse un vero “Cantante”?

C’è chi dice che per produrre musica a livelli professionali o semi professionali dovresti almeno avere  seguito un corso per tecnico del suono o una scuola homerecording ma, strano ma vero, sinceramente a me sembra una presa di posizione esagerata. Tuttavia ho riflettuto molto su questa affermazione (proprio perchè io stesso ho avviato la scuola di home recording di Scuolasuono.it).

Mi venivano in mente le immagini di Alan Parson, di Brian Eno, Chris Lord Alge e di tanti altri e il livello di credibilità trasversale che avevano raggiunto rispetto ai grandi gruppi musicali che avevano prodotto (Pink Floyd, David Bowie, Dave Matthews Band, ecc..) quali  veri musicisti, ai vertici della piramide di chi la musica la fa a livelli professionali ed essi stessi docenti in svariate scuole per tecnici del suono.

Ora, premesso che mio figlio, già a 5 anni, si è messo alla batteria in un locale prendendosi molti più applausi di me e premesso che anche mio padre, sotto la doccia, diventa un cantante, ti chiedo: secondo te cosa fa di uno strimpellatore qualsiasi un Vero Musicista?

Ovviamente, da direttore del corso per tecnici del suono online di riferimento in Italia, mi sono sempre interrogato su questo punto e, benché dire “NON PUOI FARE MUSICA SENZA AVER SEGUITO UNA SCUOLA PER FONICO” mi sembra ancora una esagerazione – nonostante io in Scuolasuono.it insegni proprio a diventare dei sound engineer “con le palle” – devo ammettere che c’è un abisso tra chi canta sotto la doccia e chi ha studiato veramente canto, così come c’è un abisso tra chi strimpella e si registra alla meno peggio e chi cerca di ottenere il suono che ha in mente, sapendo come ottenerlo anche tecnicamente.

Per fare un paragone: pretendere di registrarsi alla meno peggio e voler ottenere il sound dei Metallica sarebbe come suonare un’elettrica collegandola a delle scadenti casse da PC e pensare di poter farne uscire un suono da testata&cassa, o come suonare su una batteria coreana da 150 € (piatti compresi) realizzata in scadente multistrato ed aspettarsi di sentire la pacca dell’acero canadese.

Pensaci: a che scopo incidere la tua arte, la tua musica, se il suono che produci alla fine fa schifo?

Forse, con queste considerazioni, potrebbe sembrare che io stia cercando di suggerire, più o meno apertamente che, per produrre musica ad alti livelli qualitativi nel tuo garage, dovresti per forza seguire il mio corso di home recording su Scuolasuono.it, invece 😛  più rifletto e più sento un senso di fastidio per chi crede che sia SEMPRE necessario formarsi a un’accreditata “scuola fonico”  solo per avere l’abilitazione a spingere il pulsante di rec.

Vuoi sapere come la penso  veramente su questa questione (poi però voglio anche io sapere come la pensi tu)?

Corso tecnico del suono: cosa ne penso

Io penso che ci sia creatività e bellezza anche in chi canta sotto la doccia, se lo fa davvero con il cuore: non c’è bisogno di studiare alcunché per fare della buona musica fatta col cuore.

La situazione è invece diversa quando senti di essere arrivato finalmente al punto di voler fare le cose per bene, producendo musica professionalmente a casa tua: allora, in quel momento, secondo me è necessario un doppio passaggio:

1) imparare l’arte:
sia la tecnica dello strumento, sia il pezzo che stai suonando e, se davvero vuoi fare sul serio, anche le tecniche di recording e di produzione in genere,

2) metterla da parte:
una volta acquisita e padroneggiata la conoscenza, una volta  che l’hai “fatta tua”, puoi usarla come meglio credi , tornando così a produrre musica davvero col cuore.

Ovviamente non ci sono paragoni tra il tuo pezzo fatto col cuore, padroneggiando la tecnica, e il pezzo cantato da mio padre sotto la doccia (se non altro perché c’è una certa differenza tra un microfono Neumann U87 ed una saponetta profumata agli agrumi..)

Come vedi l’argomento è aperto e sono davvero curioso di sapere come la pensi tu a proposito dell’utilità di un corso home recording nella vita di un musicista che vuole autoprodursi professionalmente, quindi scrivi la tua opinione qui sotto, dove trovi la scritta commenti..

22 Comments

  1. Pavarotti non sapeva leggere il pentagramma e Rudy Van Gelder non ha mai frequentato un corso per tecnico del suono.

    Però io cerco di leggere gli spartiti perché mi aiuta a suonare meglio in gruppo, e sono sicuro che un corso per tecnico del suono, anche se non farò il tecnico del suono professionista, mi aiuti a registrare la mia musica in modo migliore.
    La conoscenza premia sempre.

    • Francesco

      Ciao Giovanni, complimenti, mi trovi d’accordo su quanto scrivi: “..sono sicuro che un corso per tecnico del suono, anche se non farò il tecnico del suono professionista, mi aiuti a registrare la mia musica in modo migliore.”, conoscere le basi del Recording serve sempre. Un saluto!

  2. Carlo

    Ciao Francesco, molto interessante questo ragionamento.

    Cuore e tecnica servono entrambi sicuramente, se si vuole arrivare al cuore del pubblico.

    Senza cuore è ovvio.

    Non avevo pensato a quanto studio da musicista:
    studio lo strumento
    studio “il pentagramma”
    studio i singoli pezzi
    ed in effetti infine può essere utile studiare anche il suono finale, come viene mixato e prodotto.

    Anche a me sembra esagerato dire che per essere un musicista oggi come oggi bisogna essere anche tecnici del suono, ma in effetti devo risconoscere che può fare la differenza.

    Carlo

  3. Zlatorog

    Io credo si tratti di un insieme di requisiti…il talento in primis, ma anche la preparazione e sicuramente i mezzi tecnici (ultimo ma non ultimo il C.U.L.O.). Gilmour stesso (visto che sono stati citati i Floyd) ha imparato a leggere la musica dopo i 60 anni per motivare suo figlio, gli altri componenti del gruppo all’epoca dei dischi “gloriosi” erano tutto meno che virtuosi, però c’era grande talento grande gusto e anche notevoli mezzi tecnici. TDSOTM senza Alan Parson sarebbe stato lo stesso? Se i 4 Floyd oggi avessero 20 anni riuscirebbero ad emergere ugualmente? Io credo di no, le cose sono cambiate moltissimo negli ultimi deceenni, negli anni ’60 esistevano poche band e la maggior parte di esse si esibiva nei pub e li rimaneva a vita, chi aveva il talento di proporre qualcosa di nuovo e la fortuna di essere nel posto giusto e al momento giusto aveva la possibilità di uscire dalle cantine. Oggi ci sono milioni di gruppi, musicisti, cantanti, nessuno o quasi propone nulla di nuovo e quei pochi che lo fanno non vengono presi in considerazione (oggi gli ascoltatori sono distratti e diseducati e vogliono ascoltare quello che conoscono, guarda caso c’è il boom delle cover band). Il mercato discografico è in crisi, e non c’è voglia di rischiare investendo su artisti di qualità che potrebbero “rendere” nel lungo periodo, si preferisce investire poco e guadagnare anche poco ma subito, per cui si da valore ad altre cose che con la musica nn hanno nulla a che fare ma che portano pubblico (vedi immagine, tette di fuori, pagliacciate sul palco etc.). A questo va aggiunto che oggi più che in passato per “farsi strada” nel mondo della musica è indispensabile “prostituirsi”, conoscere qualcuno in alto, accettare di suonare quello che ci viene imposto. Insomma credo che se oggi rinascesse un gruppo come i Pink Floyd rimarrebbe a suonare nei bar e in cantina o se molto motivati potrebbero crearsi una nicchia di appassionati, ma di certo non raggiungerebbero lo stesso successo. Più probabilmente smetterebbero di suonare, completerebbero gli studi di architettura e si aprirebbero uno studio :-). Riguardo la domanda di partenza, credo che oggi chiunque voglia fare musica a qualsiasi livello, se è completamente digiuno di elettronica, fonica, etc. e non possieda i mezzi per rivolgersi a professionisti, sia assolutamente tagliato fuori.

    • Francesco

      Ciao Zlatorog, grazie per il tuo commento. Hai sottolineato un aspetto importante, quando scrivi:”..credo che oggi chiunque voglia fare musica a qualsiasi livello, se è completamente digiuno di elettronica, fonica, etc. e non possieda i mezzi per rivolgersi a professionisti, sia assolutamente tagliato fuori.”.
      Il nostro articolo vuole far riflettere proprio sulla possibilità – più che reale – di autoprodursi.
      Gtazie anche a tutti gli altri interventi, questa conversazione si fa sempre più interessante e ci fa piacere conoscere la vostra opinione!

  4. marco

    Per essere un vero musicista bisogna avere talento , sicuramente ti aiuta, specie se sei un musicista live, avere una base da tecnico del suono. per quanto mi rigurda come tecnico non professionista ma con sulle spalle 25 anni di esperienza da tecnico prima ancora da musicista e con 4 corsi di fonotecnica e illuminotecnica di base (faccio molto teatro) so per certo che, lavorando anche con professionisti a livello internazionale, il vero musicista conosce benissimo il suono e al momento del soundcheck si nota la differenza tra un vero musicista e uno che “vorrebbe o crede di esserlo”

    Marco

  5. Gianni

    Essere un musicista credo che non dipenda dalle proprie abilità nel destreggiarsi tra i vari software/hardware che gestiscono le produzioni musicali, nello stesso modo in cui per essere, che so, un poeta, non occorre far propria l’arte della tipografia per vedere stampate le proprie opere e poi diffuse tra gli estimatori di poesia.
    Infatti per essere un musicista, in grado di condividere la propria arte e di relazionarsi con altri musicisti, penso sia indispensabile disporre di capacità tecniche adeguate al proprio settore artistico, quali lettura/scrittura della musica, padronanza dello strumento per tradurre in “suono” quanto riportato sul rigo musicale e non, creatività e conoscenza delle forme musicali preesistenti per essere in grado di produrne di nuove, dono naturale di voce e cuore per interpretare melodie scritte da altri ma anche auto-composte, …
    Ma tutto ciò non è sufficiente se la domanda posta riguarda “l’utilità di un corso home recording nella vita di un musicista che vuole auto prodursi”! La risposta è scontata, vale a dire che è indispensabile acquisire tali capacità per essere in grado di offrire un buon prodotto all’ascolto di un più o meno vasto pubblico: e credo stia proprio qui la differenza, perché tanto più esso è vasto, tanto più sarà in grado di cogliere la bontà del lavoro da me prodotto, perché tra i tantissimi fruitori di musica che potrò raggiungere, vi saranno anche coloro in grado di distinguere il “bel suono” da una impasto improvvisato.
    E tutto ciò tralasciando i contenuti, che sono sempre soggettivi.
    Perdersi poi, come ho letto, in analisi sull’attuale mercato musicale, sul riconoscimento delle proprie capacità e del proprio talento, è un esercizio che non aggiunge alcunché questa riflessione.
    In fondo anche scrivere e registrare per se stessi può essere appagante, di per se :-))

    Gianni

  6. Antonio Raffone

    Allora. Comincio col presentarmi, così ci si capisce meglio.
    Lasciamo stare i diplomi che non sono altro che un foglio da incorniciare e mettere in vetrina non nel salotto ma nel cesso.
    Quello che uno sa e impara, lo fa da solo e con l’esperienza.
    Tendenzialmente ho una solida formazione “classica” ma anche jazzistica.
    Adoro anche altri generi musicali purché SIA MUSICA!
    Sono stato costretto, mio malgrado, a convincermi a cambiare mentalità. Le mie produzioni, pur possedendo il meglio che c’è sul mercato in quanto a suoni orchestrali nonché virtuali, richiedevano una certa competenza riguardo al mixaggio e anche al Mastering.
    Sono strumenti virtuali ma troppo “veri” ovvero di eccelsa qualità, pertanto vanno proprio trattati come veri strumenti. Però, però, però. Riverberi, compressori equalizzatori, limiter e tutto quello che c’è (ho perso il conto).
    Da quel che sento o sono costretto ad ascoltare, mi sembra che ci si dedichi solo ed esclusivamente all’effetto su quello che si sente piuttosto che alla qualità della musica in sé.
    Ore di video-corsi su come enfatizzare quella e solo quella nota al basso.
    Non vado oltre perché il mio pensiero è già chiaro.
    Bach (lo conoscete?), o lo suoni su di un organo a cinquanta tastiere, o al clavicembalo o al pianoforte e per assurdo, anche su di una Farfisa da pochi euro, sempre Bach è.
    Non ne sono sicuro, ma il tastierista dei Pink Floyd, in Umagamma, utilizza proprio una Farfisa o un qualcosa del genere. Non nego e non posso disprezzare la tecnologia che possiedo e utilizzo ma… Quando lessi di tre fonici che sono stati una settimana su di un Akai per ottenere quel determinato suono (sarebbe più corretto dire timbro) e tutta ‘sta menata per mettere il sottofondo a una canzone di Giorgia, non posso non ridere. Il primo tempo della Quinta, suonata al pianoforte fa pietà, non sa di “drammatico”. Gli “effetti ci sono sempre stati ma, utilizzati da persone che SAPEVANO SCRIVERE LA MUSICA! Eno o Jarre, senza tecnologia NON SAREBBERO NESSUNO. Ce lo vogliamo mettere in testa che esiste anche altra musica?
    Non si fa altro che parlare di canzoni, canzoni e canzoni. E che cazzo.
    Ma i vostri insegnati delle Medie, facevano lezione? Cosa vi hanno insegnato? A spernacchiare in un flautino di plastica? Io, conosco il vostro mondo. Voi, conoscete il mio? Meglio: il mondo della musica seria? So benissimo che Pavarotti non conosceva le note, però ERA UN MISICISTA. Per rimanere in tema e so che mi becco una querela, Boccelli, è un millantatore. Lo stesso vale per gli Allevi di turno. Tutti ‘sti personaggi hanno fortuna per colpa dell’ignoranza che è micidiale (almeno e di sicuro in Italia). È in questo modo e grazie a questa mentalità, che proliferano BUFFONI, che farebbero meglio a lavorare in fabbrica, con tutto il rispetto per gli operai (ho fatto lo scaricatore di porto).Murolo canta e si accompagna con sola chitarra. Per caso si sentono riverberi particolari? Equalizzazioni megagalattiche? NO! Perché È MUSICA. Qualcuno vuol farmi credere che, nelle registrazioni di Miles Davies (sapete chi è?) al mixer c’è Alan Parson? So benissimo che nel mio Mac Pro, c’è più tecnologia del tastierista dei Pink Floyd ma, io prima scrivo, (sembra assurdo) la musica e poi viene il resto. Mi sa, che tutti voi, partite solo dal … resto ovvero, dal nulla.
    Antonio Raffone

  7. Antonio Raffone

    Aggiungo e so di rendermi più antipatico del dovuto, anche perché leggo chi la pensa come me. Non ci vuole molto.
    Sto apprezzando anche la Dance e mi rendo conto che non è per “ragazzini” analfabeti.
    Tutti ma proprio tutti i fonici, conoscono una cosa che per tanti di voi sembra una chimera o una cosa inutile: la musica.
    La maggior parte di voi, sta ore e ore a farsi le seghe mentali su quell’effetto.
    Stravinsky (anche qui, so do parlate della Luna), prima di orchestrare la Sagra, la partitura che ha creato la musica contemporanea nonché moderna, l’ha scritta prima al pianoforte e poi l’ha orchestrata. Sapete che esiste un’orchestra con tantissimi strumenti e che, alla faccia dei mei Moog, è ancora adoperata? Sapete cos’è un’orchestra? Al posto delle tastiere di plastica, sapete che esiste da un bel po’ di secoli uno strumento che si chiama pianoforte e che si suona con le dita e non come fa Allevo o Einaudi? Ecco il punto.
    Voi, tutti voi, pensate di fare musica ma … io sento sempre le stesse CACATE. Sono brani (armonicamente), che scrivevo a quindici anni. All’epoca non pensai per niente di essere il più grande compositore del ventesimo secolo. Semplice. Sapevo cosa facevano gli altri!
    È quello che fate tutti voi.
    Esempio pratico. I Beatles (che ritengo sopravvalutati) pensarono di aver inventato la possibilità di ascoltare un LP al contrario. Sembrarono all’avanguardia. Ebbene, una cosa del genere fu fatta già prima della Seconda guerra Mondiale indovinate un po’, da Edgar Varese.
    Ovviamente non sapete di chi parlando: figuriamoci.
    Invece di masturbarsi davanti ad un monitor, imparate, studiate la musica, quella vera.
    Non vi rivolgete a insegnati di Conservatorio. La maggior parte di questi, sta più inguaiata di voi, titoli a parte. Se non avete voglia di studiare, ascoltate perlomeno: Bach, Vivaldi, Mozart, Chopin, Schumann. Beethoven e Brahms e Mahler. Mi fermo qui. È più che sufficiente.
    Se tanto vi risultano ostici questi nomi, ascoltate i grandi del jazz. Sapete che esiste questa musica? Anche i grandi del rock, Pink Floyd in testa. Magari Morricone o John Williams.
    E magari un giorno me! Non si può mai sapere.

  8. Alessandro

    Studiare seriamente è una gran cosa come diceva un tale 2000 anni fa il talento piccolo o grande che sia non va sotterrato e tutti sanno che piu fai sacrifici nella vita e piu ottieni capite queste cose si è gia a buon punto peró a mio parere senza una strumentazione completa e di buona qualità tutto l’impegno del mondo non basta i soldi sono un grande ostacolo per chi come me ha difficoltà economiche e due figli da tirar grandi

    • Francesco

      Ciao Alessandro, anche io pensavo prima che fosse il materiale a fare la differenza, ma ho conosciuto band che sapevano tirare fuori un suono eccellente da una attrezzatura mediocre e ho ‘dovuto’ ricredermi: quando sai dove mettere le mani e cosa puoi ottenere i risultati si sentono. Un esperto corso tecnico del suono mi diceva: “Prima di aggiungere effetti o plugin di imparare con quelli in dotazione di dafault, e sperimentare fino al limite per avere quella ‘conoscenza ed esperienza’ replicabile”. Grazie del tuo intervento!

  9. Mr. Mike

    Quarant’anni da musicista e venti da fonico credo mi autorizzino ad esprimere un parere…
    Al di là del fatto che, come dice Antonio Raffone (e su cui c’è ben poco da aggiungere) prima della ricerca del suono ci dovrebbe essere la ricerca della musica…
    Ma questo è un altro argomento…
    Le competenze tecniche, se si vogliono ottenere buoni risultati, sono fondamentali in qualsiasi settore. Ma pretendere di esaurire un argomento così sfaccettato come la fisica acustica con un corso, anche della durata di sei mesi o un anno è difficile. Mi sono trovato davanti a un tipo che mi ha detto “Io ho un diploma da tecnico del suono!” e, dopo due giorni di prove non è stato capace di eliminare la fastidiosissima risonanza della cassa di una batteria…
    Il fonico, che se prima è anche un musicista è meglio, si forma al 50% con la teoria e al 50% con l’esperienza è la sperimentazione…
    Quindi, per non dilungarmi troppo, ben vengano la conoscenza e i corsi, ma la vera cosa fondamentale è fare tanta, ma tanta esperienza.
    P. S. Sono riuscito a far suonare una batteria cinese da 150 euro piatti compresi quasi al livello di una TAMA, usando un banco analogico Mackie, compressori Digitech è un multieffetto Yamaha… E, come analizzatore di spettro, le mie orecchie…
    Buon “sound” a tutti!

  10. Angelo

    E perché non un corso di liuteria?non puoi suonare la chitarra senza saperne costruire una.e magari un corso di marketing, un Vero musicista deve sapersi anche vendere.poi aggiungerei un master in psicologia,almeno da centrare il bersaglio di pubblico con un testo ad hoc.ed infine una laurea in ingegneria gestionale,cosi da saper organizzare da soli i propri tour…dalle mie parti si dice di non far fare il lavoro di un idraulico ad un elettricista. Ci aggiungerei di non fare fare il lavoro di fonico ad un musicista.

  11. La risposta che mi ha colpito di più è stata quella di Antonio Raffone per la sua virulenza, la sua aggressività e la sua pres… convinzione di essere una voce incompresa che grida nel deserto. In effetti in parte ha ragione: io non conosco un musicista che si chiama Davies. Però ne conosco uno che si chiama Davis. [E’ solo una battuta, quando si scrive con tutta quella foga qualche errore sicuramente scappa… 😉 ]
    Tornando all’argomento in discussione, sono personalmente convinto che il COSA sia più importante del COME, cioè l’idea e la creatività più importante dell’esecuzione e della registrazione e mi vengono in mente Dylan o i Rolling Stones come esempio.
    Detto questo ammetto anche che un prodotto pulito, rifinito, studiato anche sotto l’aspetto del suono e del mixaggio abbia qualche possibilità in più di piacere, a parità di composizione. Ovviamente questa discussione è diversamente interessante a seconda di quanta professionalità ci sia in ciascuno degli intervenuti. C’è chi ha già raggiunto lo standard voluto, chi si sta ancora affinando, chi cerca di vivere di musica e chi la considera solo un bell’hobby. Saluti a tutti.

  12. Michele

    Una fotografia banale,priva di contenuti,puo’essere corretta con photoshop in tutti i modi possibili,stampata col miglior inchiostro,con la migliore stampante e con la miglior carta in commercio,sempre una foto banale e senza contenuto resta.
    Una foto bella ma semplice e naturale,invece,se trattata come sopra puo’ diventare un capolavoro.
    Le qualita’ di un fotografo si esprimono al momento dello scatto,che puo’ essere fatto sia con una reflex da 5000 euro che con un cellulare,indifferentemente.
    Un bravo fotografo puo’ anche non saper accendere un computer e un bravo stampatore di immagini puo’ non aver mai preso in mano una macchina fotografica.
    Se uno é capace di stampare al meglio le proprie immagini sara’ professionalmente piu’ completo e indipendente, ma non sara’ un fotografo piu’ bravo.

  13. Salve :
    La Conoscenza è la chiave di tutto.La consapevolezza di quello che fai ti fa acquisire sicurezza. Essere predisposti aiuta,ancor di piu’ con la dovuta cognizione tecnica acquisibile con lo studio.

  14. Daniele

    Premetto che non ho alcuna ambizione di professionismo o semi-professionismo, né l’esigenza quindi di ottenere risultati professionali. Quello di registrare le mie canzoni è un desiderio che ho da molti anni, moltissimi, fin da quando al liceo io ed un mio amico registravamo le nostre “storie in musica” con un Geloso.
    Con l’età, i tempi diversi, i mezzi che oggi ci sono a disposizione, c’è la possibilità di realizzare qualcosa che mi soddisfi di più dal punto di vista qualitativo; ma veniamo al punto. Io penso che ci sia sempre da imparare, a tutti i livelli, e che, pur volendo realizzare qualcosa solo per me stesso, sia molto utile prima “capirne” qualcosa di più che eviti di perdere centinaia di ore in tentativi empirici per ottenere risultati personalmente insoddisfacenti. Per questo sono interessato a “I segreti del mixer”. Per essere un musicista vero con M e V maiuscole ci vuole talento, tecnica, conoscenze, ecc.. ma per essere un musicista “dentro” è sufficiente la passione, la voglia di fare e ascoltare musica sempre

  15. Guglielmo "Cole" Marcheselli

    la musica gira dentro e intorno a noi e basta riuscire a coglierla prima che sparisca. mi piace suonare e provo anche a cantare, ma credo che ci voglia un minimo di studio della tecnica da applicare se si cerca soddisfazione. Fino ad ora mi sono limitato a registrarmi in esecuzione e poi a d ascoltare il risultato per correggere le parti meno riuscite e,così, suonarle meglio in seguito. Anni fa ho seguito un corso per tecnico del suono tenuto, qui a Senigallia, da un amico che fa i services di professione e si costruisce anche i sistemi di amplificazione; avevo registrato le lezioni con un registratore a cassette stereo, ma con gli anni i nastri si sono rovinati(me ne sono accorto quando li ho digitalizzati nel computer)

  16. Guglielmo "Cole" Marcheselli

    suonare, cantare va bene purché si crei un dialogo emozionale con chi ascolta; sento sempre un passaggio di energia tra me e il pubblico e viceversa. registrarsi è sempre bene, perché si ascolta poi con orecchio critico il risultato e c’è sempre da migliorare:il tocco, l’emissione del fiato ,l’altezza della nota…

  17. Stefano

    Acquisire competenze,è sempre importantissimo,perchè aiuta ad esprimersi artisticamente con più completezza.Ma chi decide il valore artistico?Io penso che è troppo facile giudicare il lavoro degli altri,le loro carenze tecniche,etc.La perfezione non esiste in natura e nemmeno nell’arte.Non ho mai sopportato,gli accademici del settore,che dall’alto della loro formazione,si permettono ti sparare a zero,su qualsiasi movimento dal basso.Lo volete capire che la musica è di tutti e non vostra!Io personalmente scrivo (canzonette),ho preso lezioni di pianoforte da bambino privatamente,so leggere la musica,ma sono troppo pigro per scriverla.Tutti i miei amici,che hanno frequentato il conservatorio,non mi risulta abbiano mai tentato di scrivere una “canzonetta”.Questo comincia ad avere valore,il fatto che canti…anche, ne aggiunge dell’
    altro e cosi via.Perciò….seguite tutti i corsi che avete deciso di seguire,formatevi o come nel mio caso riformatevi(classe 68),questo serve sempre e comunque!!!Fare musica con cognizione di causa,vi darà sicurezza e più autorevolezza nella vostra affermazione artistica……(Daiiieee tutta).

  18. Umberto

    Sono un tecnico vintage e mi occupo di audio professionale. la mia osservazione è la seguente:ai miei tempi cera poco da imparare, oggi è impossibile seguire tutti i progressi dell’elettronica. Si è costretti a fare delle scelte basate sulle esigenze personali.

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