Lezione 2: microfoni tecniche di ripresa microfoniche

Ciao a tutti da Francesco Nano di Scuolasuono.it! Siamo arrivati alla seconda puntata del corso per tecnico del suono base: quest’oggi parleremo di microfoni e di tecniche di ripresa microfoniche.

Al solito, gli argomenti trattati, non intendono essere completi ed esaustivi ma, nello spirito di questo corso per tecnico del suono base gratuito, la trattazione verrà orientata in maniera che, i musicisti che per la prima volta si affacciano all’argomento recording, possano avere un’idea più precisa sull’argomento. Prima di entrare nel vivo della discussione desidero ricordarti che per ulteriori dubbi o se hai voglia di pormi delle domande puoi rispondere a questa discussione; inoltre, mi piacerebbe conoscere il tuo setup ed il tuo modo di lavorare quindi posta pure in risposta!

Infine, prima di entrare nel vivo della discussione desidero ricordarti che, ai piedi di questo articolo, troverai innumerevoli risorse multimediale dedicate a chi è realmente intenzionato a diventare tecnico del suono: tanto per citarne una… l’audio intervista ad Enrico La Falce, fonico storico di Jovanotti, ma ce ne sono anche altre…

Come sono solito fare partiamo con una domanda, la domanda tipica, quella che, chiunque si approcci al mondo della recording, prima o poi, non potrà fare a meno di porsi: che microfono devo comprare? Al solito, una domanda semplice, una risposta articolata… Il mondo dei microfoni e un mondo davvero molto vasto, esistono costruttori di ogni tipo, di ogni modello, di ogni categoria, di ogni pezzo ecc…. In mezzo a questa selva di microfoni l’importante è avere dei punti fissi, dei punti cardinali, con i quali effettuare le proprie scelte per evitare di sprecare denaro. La domanda di apertura ci conduce alla solita domanda che risiede un po’ più in profondità: cosa devo ottenere? Qual è lo scopo delle mie registrazioni? Mettiamo subito in chiaro una cosa: ogni microfono ed ogni modello viene concepito dai costruttori per un determinato impiego. Ad esempio esistono microfoni per voce, microfoni per percussioni, microfoni per riprese di strumenti acustici, microfoni più adatti ai concerti o microfoni dedicati allo studio di registrazione. Dal punto di vista della resa, quello che cambia, è la capacità di captare meglio suoni deboli o foriti (sensibilità) e la colorazione sonora (risposta in frequenza); ad esempio un microfono dinamico per voce tenderà ad eliminare i bassi e gli altissimi in funzione di una buona risposta sui medi, uno studiato per la cassa della batteria tenderà ad equalizzare il suono in maniera da far risaltare i bassi ed una porzione di medio alti, ecc… In sostanza, spesso, i costruttori tendono a progettare microfoni volutamente non “perfetti” per aiutare il fonico, già nello stadio embrionale della ripresa, ad ottenere un suono già in partenza il più gradevole possibile. Quello che spesso non si dice però è che, con un minimo di creatività… di necessità virtù! Nel mondo dell’audio è sempre vero tutto ed il contrario di tutto. Ad esempio, un preziosissimo microfono a condensatore studiato per la voce, in determinati contesti, potrebbe restituire un suono di cassa di batteria particolarmente gratificante. In maniera simile, un microfono concepito per cabinet di chitarra elettrica potrebbe aiutarci a raggiungere un suono di voce unico, singolare, interessante. Partendo da questo presupposto possiamo dire che (e qui so bene di attirare il dissenso di molti miei colleghi) non sempre la scelta di un microfono risulta essere corretta se il microfono è, sulla carta, quello giusto o se è il più costoso. Ovviamente, uno studio di registrazione con determinati budget a disposizione deciderà di investire in una vasta gamma di microfoni, cercando di implementare il proprio parco microfoni in maniera da coprire la maggior parte delle esigenze. Nel caso degli home studio e dell’home recording però, il collo di bottiglia è sempre e comunque il budget. Bisogna infatti cercare di risparmiare il più possibile ed ottenere dei risultati che si avvicinino comunque al professionale. Ora, per un momento, mettiamo da parte queste considerazioni e parliamo di argomenti più tecnici: presto fonderemo le due sezioni dell’articolo… Microfoni dinamici ed a condensatore: “In natura” esistono diversi tipi di microfoni. Analizzare nel dettaglio ogni singolo tipo di microfono, in base alle classiche schematizzazioni che si utilizzano nei corsi per tecnico del suono professionali, richiede molte ore e molto approfondimento (nel corso per tecnico del suono avanzato di ScuolaSuono.it diverse ore vengono dedicate all’approfondimento ed alla comprensione dell’argomento microfoni analizzando a fondo le diverse categorizzazioni in maniera da scegliere sempre, in qualsiasi circostanza di ripresa, il microfono più adatto alle nostre esigenze). Tuttavia, riassumendo, possiamo dire che la classificazione più significativa, almeno a livello semiprofessionale, è quella che distingue i microfoni in base alla loro tipologia costruttiva. La tipologia costruttiva è quella che analizzeremo più nel dettaglio in questo articolo; altre classificazioni ed il loro impiego pratico sono descritte all’interno del tutoria pdf “Riprendere il tuo live -L&R” che trovi a questa pagina: http://www.scuolasuono.it/home/corsi/tecnico-del-suono-corsi/manuale-pdf-di-registrazione-audio-registrare-il-tuo-live-lr/ La classica distinzione che si fa tra i microfoni dedicati alla registrazione audio e che si possono trovare in commercio è tra: “a condensatore” e “dinamici”. Questi due termini si riferiscono al principio con il quale l’elemento trasduttore trasforma la variazione di pressione acustica in variazione di segnale elettrico.

I più esperti non me ne vogliano, ma, in due righe, cercherò brevemente di spiegarne la differenza.

Nei microfoni a condensatore l’elemento trasduttore è, per chi se ne intende un minimo di elettronica, un condensatore piano a tutti gli effetti: due superfici piane, metalliche e diversamente polarizzate, vengono disposte in maniera parallela ad una distanza di qualche micron. Queste due superfici (le armature del condensatore piano) sono una un pezzetto metallico ancorato al corpo del microfono, l’altra una membrana metallica sottilissima, dell’ordine di qualche micron, posta ad una distanza altrettanto minima dall’altra armatura.

Con la variazione di pressione acustica che il suono produce nella quiete atmosfera, la sottilissima membrana si muove seguendo esattamente l’andamento che le molecole di aria attorno a lei compiono. Dal momento che le due armature sono caricate in maniera differente, senza entrare nei particolari, possiamo dire che, per il funzionamento del condensatore, una variazione di distanza tra le due armature equivale ad una variazione di tensione in uscita, il segnale audio che riflette l’andamento della pressione acustica, del suono insomma…

MicrofonoACondensatore

Non desidero addentrarmi ulteriormente nella trattazione del funzionamento del microfono condensatore, anche se secondo me è uno degli argomenti più interessanti della fonia, ma bisogna ricordare che, il segnale in uscita da questo tipo di trasduttore a condensatore è un segnale piccolissimo che necessita molto spesso di una forte amplificazione al fine di far “masticare” correttamente questo segnale dalle apparecchiature preposte a trattare segnali microfonici (i preamplificatori, come già detto nella lezione 1).

Lo stadio di amplificazione avviene, nella maggior parte dei casi, attraverso un amplificatore integrato all’interno del corpo del microfono. Questo componente è un componente attivo, quindi necessita di alimentazione. L’alimentazione viene convenzionalmente provvista attraverso lo stesso cavo microfonico che collega il microfono al preamplificatore. Un’alimentazione che scorre nel verso opposto rispetto al segnale microfonico parte dal preamplificatore per raggiungere la amplificatorino inserito nel corpo del microfono. Tale alimentazione viene definita Phantom Power o P 48v. In ogni mixer o nella maggior parte dei preamplificatori è presente infatti un pulsantino con una dicitura P 48 o simile.

La seconda tipologia costruttiva che in questa sede prendiamo in considerazione è quella dei microfoni dinamici (o a bobina mobile).

L’elemento trasduttore del microfono dinamico si basa sul principio che una bobina elettrica (qualcosa che potremmo immaginare come un rocchetto di fil di rame) posta in movimento in prossimità di un magnete (una calamita) genera in uscita una variazione di tensione elettrica proporzionale alla variazione del suo spostamento (per induttanza).

Il trasduttore dinamico non è altro che un sistema meccanico tale per cui, una membrana sottilissima di materiale plastico alla quale viene ancorata una bobina mobile viene posta in prossimità di una magnete fissato sul corpo del microfono: facendo in modo che l’intero “equipaggio mobile” risulti essere sufficientemente leggero da essere messo in movimento dalle variazioni di pressione sonora nell’atmosfera, in uscita dalla bobina ritroveremo delle variazioni di segnale elettrico proporzionale allo spostamento della bobina mobile e quindi della variazione di pressione atmosferica (suono).

MicrofonoDinamico

Ad un trasduttore dinamico spesso viene abbinato un sistema di amplificazione passiva basato su un componente denominato “trasformatore”, a volte presente anche nei microfoni a condensatore. Il micro segnalino microfonico proveniente dall’elemento trasduttore riceve perciò comunque un’amplificazione (passiva, cioè senza necessità di fonti di alimentazione) prima di poter essere interfacciato ad un preamplificatore microfonico; il microfono dinamico nella maggior parte dei casi non necessita di amplificazione esterna per funzionare mentre, al contrario, la maggior parte delle volte, un microfono a condensatore necessita dell’alimentazione phantom.

Confronto tra microfoni a condensatore e microfoni dinamici

Vediamo ora, in sintesi, quali sono le più evidenti differenze tra microfoni dinamici e microfoni a condensatore. I microfoni dinamici vengono spesso utilizzati per sorgenti sonore fragorose: anche una voce umana può essere fragorosa se viene ascoltata a 2 cm di distanza… viceversa, molto spesso, i microfoni a condensatore vengono privilegiati per catturare il suono prodotto da sorgenti sonore più deboli in quanto risultano essere microfoni più sensibili a variazioni di pressione sonora anche minime.

Una “sorgente sonora debole” è, ad esempio, una viola, un violino, una chitarra classica… ma può essere anche una batteria rock ascoltata da 20 m di distanza… Nell’audio tutto è sempre relativo, ecco perchè, per ottenere risultati professionali, in qualità di aspirante tecnico del suono, dovrai necessariamente conoscere un pò di teoria e fare molta pratica (tutte cose, neanche a dirlo, comprese all’interno del corso per tecnico del suono avanzato di Scuolasuono.it)

Nella pratica:

Microfoni dinamici spesso vengono impiegati per la ripresa ravvicinata (colse) di strumenti musicali come i tamburi che compongono una batteria, gli amplificatori di chitarre elettriche, voci, percussioni, ecc… Microfoni a condensatore invece vengono spesso utilizzati per riprendere strumenti in approccio “panoramico” ossia in maniera da riuscire a catturare complessivamente ogni suono ed ogni sfumatura proveniente da uno strumento musicale nel suo complesso (una chitarra acustica non emette suono solamente in prossimità delle corde ma, proprio per la sua natura intrinseca di strumento acustico, essa vibra in ogni sua parte, dalle chiavette all’intero corpo passando per il manico…).

Dobbiamo infatti ricordare che, posizionare un microfono in prossimità della sorgente sonora, significa catturare alcuni particolari di quel suono, ma non il suono complessivo dello strumento. Ad esempio, un microfono posto molto vicino alla bocca, riuscirà a catturare in maniera molto precisa e dettagliata i suoni delle consonanti, e tutto ciò che è suono emesso attraverso la cavità orale; viceversa esso non sarà in grado di catturare con definizione il suono emesso dalla vibrazione della maschera facciale e della testa del cantante nel suo complesso.

Lo stesso equivale per un amplificatore di chitarra: un microfono posto in estrema prossimità del cono riuscirà a carpire un preciso e determinato particolare della sonorità complessiva. Allontanando lo stesso microfono esso sarà in grado di catturare onde acustiche provenienti dall’intero cono se non dall’intera struttura della cassa. Allontanando ulteriormente il sistema di ripresa microfonico (> 0,5 m) saremo in grado di captare, oltre che il suono diretto dell’amplificatore o della voce, anche l’interazione e la risposta dell’acustica dell’ambiente in cui si trova immerso il cantante o l’amplificatore del chitarrista. Da questi pochi esempi possiamo perciò renderci conto già di quante siano le variabili che entrano in gioco nella scelta dell’utilizzo di un determinato microfono: un microfono a condensatore, più sensibile, più adatto a captare i particolari, potrebbe essere ben utilizzato sia in prossimità della bocca di un cantante per ottenere un suono molto asciutto molto dettagliato che in lontananza per ottenere una sensazione più naturale. Lo stesso vale per un microfono dinamico con la differenza che, mentre un microfono condensatore posto in prossimità della sorgente sonora restituirà un segnale molto forte (ecco perché, sulla maggior parte di questi microfoni, si possono trovare degli switch attenuatori con dicitura come -20db o -30 db che servono ad evitare che il segnalino in uscita dal trasduttore risulti troppo alto a valle), un microfono dinamico, essendo solitamente meno sensibile, dovrà essere trattato con una preamplificazione decisamente sostenuta in caso di ripresa distanziata anche di una sorgente fragorosa. Ne consegue che, se nel caso del condensatore, il tecnico del suono deve fare attenzione ad evitare eventuali distorsioni dei circuiti causati da segnali microfoni troppo potenti, nel caso del dinamico il fonico deve evitare che il fruscio di fondo delle apparecchiature sovrasti, o sia paragonabile, al segnale utile da registrare. Lavorare con un rapporto segnale / rumore a vantaggio del segnale utile, evitando però le distorsioni, è una di quelle accortezze che, in qualità di aspirante tecnico del suono, non puoi evitare: questo approccio consentirà alle tue registrazioni di avere un sound molto più professionale rispetto a registrazioni effettuate senza tenere conto dell’importanza dell’ottimizzazione del rapporto segnale / rumore. Puoi scoprire maggiori e più approfonditi ragguagli sull’ottimizzazione del rapporto segnale/rumore all’interno del tutorial pdf “Riprendere il tuo live -L&R” che trovi a questa pagina: http://www.scuolasuono.it/home/corsi/tecnico-del-suono-corsi/manuale-pdf-di-registrazione-audio-registrare-il-tuo-live-lr/ Registrazione stereofonica: Dal momento che desideri far suonare alla grande le tue registrazioni ti consiglio di approfondire l’argomento “stereofonia” alla lezione 3 di questo corso per tecnico del suono che trovi a questo link: http://www.scuolasuono.it/home/corsi/tecnico-del-suono-corsi/la-stereofonia/ Microfoni a condensatore vengono spesso impiegati per la registrazione panoramica della batteria, del pianoforte, degli strumenti a corda o degli strumenti percussivi ove si renda necessario captare una sonorità globale dello strumento. Nella maggior parte dei casi le registrazione panoramiche vengono realizzate con coppie di microfoni per ottenere registrazioni stereofoniche. Sfortunatamente però, per ottenere riprese stereofoniche professionali, al contrario di come troppo spesso vedo e sento fare, non è sufficiente possedere un paio di microfoni a condensatore e piazzarli “ad sensum” nella sala di ripresa. Saper utilizzare correttamente coppie di microfoni ti darà il vantaggio di: – aumentare la profondità percepita delle tue registrazioni – rendere le tue sonorità nitide, coerenti e professionali – riprendere il suono intero e globale dello strumento senza omissione di particolari – registrare correttamente, catturando una naturale sensazione di disposizione degli strumenti, organici interi, rock band, orchestre, quartetti, cori, ecc… Le tecniche di ripresa stereofonica sono un’arma incredibile che i tecnici del suono hanno a disposizione. Peccato che, molto spesso, per la fretta e la noncuranza del dilettante allo sbaraglio, queste preziosissime risorse vengano praticamente ignorate, se non snobbate… Tecniche di ripresa stereofonica - ripresa stereo -coppie di microfoni stereo L’interazione tra segnali stereo microfonici è un’arte complessa che rasenta l’alchimia. Il tecnico del suono che si fregia di registrare in stereofonia DEVE, se non essere esperto di posizionanti microfoni “esoterici”, quantomeno conoscere le tecniche base che regolamentano i posizionanti di coppie stereofoniche di microfoni. Non mi dilungherò oltre poiché l’argomento è già stato trattato adeguatamente all’interno del tutorial pdf “Riprendere il tuo live -L&R” all’interno del quale troverai molti schemi e regole da applicare facilmente sul campo per ottenere buoni risultati al primo colpo . Tuttavia voglio metterti in guardia: all’interno di questo pdf gratuito troverai molti suggerimenti tecnici ma sappi che, senza un’adeguata preparazione approfondita e molti esempi pratici (tutte cose che si concretizzano all’interno del video corso per tecnico del suono avanzato di scuolasuono.it) avrai necessità di molta, molta, molta pratica per poter padroneggiare le tecniche di ripresa stereofonica al 100%. Ancora… Un tipico set di batteria solitamente viene generalmente microfonnato con 2 microfoni a condensatore che riprendono in stereofonia lo strumento nella sua globalità dall’alto, un microfono a condensatore per la ripresa dell’Hi-Hat, eventualmente un altro per la ripresa della cordiera del rullante ed infine tanti microfoni dinamici quanti sono i fusti che compongono il set (Rullante, toms, cassa…). Una chitarra elettrica potrebbe essere ripresa in varie maniere: con un unico microfono dinamico, con un microfono dinamico vicino al cono ed uno in posizione più arretrata, oppure utilizzando interamente o parzialmente microfoni a condensatore (più “dettagliati” nella ripresa dei particolari) al posto di microfoni dinamici; infine una coppia stereo, anche in questo caso, non guasta… Analogamente coppie microfoniche stereo possono essere utilizzate con successo nella ripresa di ensembles d’archi, cori, strumenti acustici singoli ecc… ricorda: più stai vicino alla sorgente col microfono, meno percepisci l’acustica dell’ambiente di ripresa; più ti allontani, più il suono diretto dello strumento si mischia all’interazione acustica della stanza. Una buona ripresa stereofonica che tenga conto delle proporzioni dello strumento e dell’acustica della sala restituisce naturalezza, spazialità, profondità, professionalità. Una voce, in studio di registrazione, solitamente viene ripresa con un microfono a condensatore. Viceversa, in situazioni live, essa viene catturata attraverso un microfono dinamico che, essendo meno sensibile, diminuisce il rischio di effetto larsen (quei tipici fischi che spesso si sentono nei concerti: microfoni a condensatore, a causa della loro spiccata sensibilità, mal si prestano generalmente al live poiché in grado di percepire anche rumori di fondo come quelli dell’impianto di diffusione o dei monitors da palco). Al contrario, microfoni dinamici risultano essere meno nitidi, meno dettagliati, ma più “pastosi”. Essi infatti, a causa di una serie di peculiarità e considerazioni che troveranno approfondimento nel corso per tecnico del suono di ScuolaSuono.it, restituiscono una sonorità diversa e molto caratteristica rispetto alla maggior parte dei microfoni a condensatore, generalmente più “asettici”. registrare la voce Riassumiamo quello che ci siamo detti fino ad ora in questo corso per tecnico del suono lezione 2: Microfoni a condensatore: suono professionale a partire dai 200 – 350 € (fino ai 20.000 €) a microfono, necessitano di alimentazione phantom, precisi, dettagliati, sensibili, naturali, adatti a riprese panoramiche e distanziate, adatti a riprese ravvicinate cariche di dettaglio (anche a sorgenti fragorose se il mic è dotato di attentatore pad -10, -20, o -30 db), spessissimo utilizzati in coppia in configurazione stereo. Microfoni dinamici: suono professionale a partire dai 100 € a microfono, passivi, meno sensibili, suono “pastoso” ma meno dettagliato dei condensatori, adatti specialmente a riprese ravvicinate di sorgenti sonore anche fragorose, raramente impiegati per riprese panoramiche e stereofoniche. E’ possibile utilizzare con creatività microfoni progettati per altre applicazioni: ad esempio microfoni dinamici per chitarra elettrica possono essere impiegati con successo nella registrazione di voci professionali in studio di registrazione o microfoni a condensatore, pensati per la registrazione della voce, possono essere anche impiegati per la registrazione professionale di percussioni o chitarre. Ma chi l’ha detto che per registrare una voce professionale sia necessartio spendere 1000 € per un microfono??? Di questo ho avuto riscontro pratico mentre registravo un video didattico sulla microfonatura rock al Garage Studio: nella lezione 4 che trovi a questa pagina Corso per tecnico del suono (lezione 4): come registrare la voce ti potrai facilmente rendere conto di come un microfono dinamico da 100 € (come un banalissimo shure sm57) non se confrontato con il tipico microfonone a condensatore utilizzato in studio per registrare le voci… Iniziamo a sfatare un pò di miti per cortesia: non serve spendere migliaia di euro per ottenere sonorità professionali se qualcuno ti insegna ad utilizzare la strumentazione che hai a disposizione… Poi, se qualche proprietario di VM-1 o simili vuol far sentire la sua, siamo ben aperti al confronto. Acquisti: Di quanti e di quali microfoni ha necessità uno studio recording? Come al solito ritorniamo alla solita domanda: dove vogliamo arrivare? Dobbiamo registrare delle batterie in maniera professionale? Avremmo bisogno di almeno quattro microfoni a condensatore di discreta qualità (100-1000 € l’uno) e di almeno cinque microfoni dinamici adatti alla ripresa dei vari tamburi. Desideriamo registrare prevalentemente voci e strumenti acustici? Il mio consiglio sarebbe quello di orientarsi su una coppia di microfoni a condensatore di discreta qualità (100-1000€ l’uno). In questo modo potrai registrare qualsiasi strumento acustico (batterie comprese se segui i consigli del tutorial pdf “Riprendere il tuo live -L&R“) e realizzare degli ottimi prodotti demo semi professionali. Desidero registrare acusticamente una voce ed una chitarra acustica? Una coppia di microfoni a condensatore, anche in questo caso, potrebbe essere l’ideale ma, per risparmiare qualcosa e per allargare le possibilità sonore a mia disposizione, un’altra scelta potrebbe essere quella dell’acquisto di un microfono a condensatore e di un dinamico (da usare eventualmente anche live sulla voce). NB: in questo caso non sarebbero più effettuabili riprese stereofoniche convenzionali, anche se… Riprendere il tuo live -L&R Desidero registrare unicamente la mia voce? Per risparmiare, ottenere validissimi risultati ed avere un mic utilizzabile anche live consiglierei spassionatamente un microfono dinamico come uno Shure Sm 58 o Shure Sm 57: in questo video Corso per tecnico del suono (lezione 4): come registrare la voci puoi vedere come Ruggero Pol, del Garage Studio (www.garagestudiolive.com), utilizzi spesso un microfono dinamico per effettuare anche riprese “ufficiali” di voce da utilizzare in veri e propri dischi… Se il mio target è quello di registrare una chitarra acustica e, a volte, delle voci, e il mio scopo è quello di risparmiare il più possibile eviterei comunque di acquistare solo un microfono dinamico: piuttosto prediligerei un condensatore unico.

In conclusione posso affermare che, rileggendo questo articolo, mi rendo perfettamente conto che la correttezza assoluta dei concetti esposti ha lasciato posto a suggerimenti empirici e considerazioni pratiche. Mi auguro comunque che questo sia un buon punto di partenza per iniziare a ragionare sulle necessità che effettivamente il tuo home studio presenta. Sprecare soldi in attrezzature che non servono è una delle peggiori cose che ad un proprietario di uno studio oggi possa capitare… effettuare degli acquisti oculati, ragionati e pianificati ha molto più senso per un lavoro di successo anche in prospettiva futura.

Nella prossima puntata parleremo di tecniche avanzate di recording e di registrazione.
Con il solito affetto saluto i lettori di questo articolo che sono i tecnici del suono di domani! A presto!

Francesco Nano

PS: ti sarei grato se potessi aiutarci a promuovere questa iniziativa gratuita cliccando il pulsantino “Mi Piace” e condividendo via email e su facebook il link a questa pagina.

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***

Risorse di approfondimento e di supporto a questo articolo:

Corso per tecnico del suono di Scuolasuono.it
http://www.scuolasuono.it/corsotecnicodelsuono/

Accademia del Mixaggio di Scuolasuono.it
http://www.scuolasuono.it/accademiadelmixaggio/

“Riprendere il tuo Live – Left e Right” (tutorial pdf)
http://www.scuolasuono.it/home/corsi/tecnico-del-suono-corsi/manuale-pdf-di-registrazione-audio-registrare-il-tuo-live-lr/

Corso per tecnico del suono (lezione 3): la stereofonia
http://www.scuolasuono.it/home/corsi/tecnico-del-suono-corsi/la-stereofonia/

Corso per tecnico del suono (lezione 4): come registrare la voce
http://www.scuolasuono.it/home/corsi/tecnico-del-suono-corsi/corso-per-tecnico-del-suono-lezione-4-come-registrare-la-voce/

Garage Studio (www.garagestudiolive.com)
http://www.garagestudiolive.com

Audio intervista ad Enrico La Falce, fonico storico di Jovanotti
http://www.scuolasuono.it/home/interviste/audio/intervista-ad-enrico-la-falce-tecnico-del-suono-professionista-il-lavoro-del-fonico/

2 Comments

  1. michele

    Salve!

    Se può interessare, costruisco pre & amplificatori valvolari professionali custom a valvole, per chitarra, basso, armonica e per riprese in studio di voce e strumenti.
    Realizzazioni professionali di qualità audio top, anche su specifiche del cliente, prezzi adeguati ad una fascia audio super-professionale.

    Michele | 3289607383

  2. graziano

    ciao,
    volevo sapere se per riprendere in stereofonia i microfoni devono essere vicini come nelle immagini o è sufficiente rispettare l’angolo indicato nei vari metodi di ripresa?
    grazie per l’attenzione,
    a presto

    P.s.:ti stimo tantissimo e spero di riuscir a raggiungere quanto prima la somma per l’iscrizione perchè trovo il corso molto interessante

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