Lezione 1: attrezzature per home recording

Ciao a tutti da Francesco Nano e benvenuti alla prima lezione del corso per tecnico del suono (base) promosso da Scuolasuono.it dedicato a tutti i musicisti che desiderano iniziare a registrare la propria musica in completa autonomia, ottenendo validi risultati ma spendendo poco denaro.

Questo è il primo di una serie di articoli: tengo a precisare che questo corso per tecnico del suono è indirizzato esclusivamente ai musicisti che vogliono entrare nel mondo della registrazione per la prima volta; il mondo dell’audio è un terreno sconfinato di termini, procedure, concetti non sempre alla portata di tutti; gli argomenti perciò verranno trattati in maniera estremamente semplice in modo da dare le nozioni necessarie utili ad un solido ma veloce start up nel mondo del recording. Invito ognuno di voi a partecipare attivamente alla creazione delle definizioni sul wiki: ogni parola evidenziata punta direttamente all’enciclopedia audio di scuolasuono.it (ovviamente, più partecipi e più punti scuolasuono guadagni).


Partiamo dunque dall’argomento strumentazione
: cosa ci serve effettivamente possedere per ottenere delle buone registrazioni? Quanti soldi dobbiamo spendere nell’ottica di poter contare su un buon home recording studio? Per rispondere a queste apparentemente banali domande è necessario però fare un passo indietro: bisogna infatti chiedersi anzitutto “dove voglio arrivare?“. Desidero registrare unicamente degli appunti musicali in modo da poter ricordare le mie canzoni anche tra qualche anno? Desidero mettermi nelle condizioni di registrare dei provini (demo) “ascoltabili” , da divulgare tra i miei amici ed eventualmente da far ascoltare a gestori di locali o organizzatori di eventi? Desidero avere la possibilità di presentarmi con un album interamente da me prodotto che abbia una qualità audio quanto meno paragonabile a quelle delle produzioni di alto calibro? Oppure desidero avere a disposizione tutto ciò che mi serve per registrare e produrre musica ad altissima qualità? Ma come, Francesco, ma non basta un pc e saper utilizzare bene dei buoni programmi per ottenere risultati spettacolari? Dipende: generalmente, se il genere di musica che vuoi produrre è fondamentalmente basata sull’elettronica, sulla sintesi, sul campionamento, e perciò se non si tratta di musica acustica o elettrica, c’è gente che fa dischi con un solo computer, un po’ di programmi e dei buoni ascolti (per buoni ascolti non si intende una buona cuffia ma un sistema di monitoraggio – speakers professionali – inseriti in una stanza dall’acustica calibrata). Già da ciò che abbiamo appena detto possiamo dedurre che non è sufficiente un computer e dei programmi per creare musica a livello professionale: è necessario anche poter ascoltare correttamente quello che si crea; dovrai perciò fare i conti con il rendimento acustico degli speakers e della stanza in cui i lavori. Su questo concetto ci ritorneremo più avanti un un…

Viceversa, se la tua intenzione è quella di registrare musica acustica o elettrica (pop, rock, folk, jazz, classica, ecc…) o comunque, nel caso in cui si rendesse necessario registrare almeno una voce, le attrezzature che dovrai necessariamente avere a disposizione inizieranno ad aumentare.

Ti troverai infatti nella condizione di dover acquistare almeno un microfono di qualità discreta, un paio di cuffie professionali (chiuse, ossia fatte in modo che l’orecchio venga incluso all’interno del padiglione della cuffia per evitare che il suono indesiderato della base venga captato dal microfono); inoltre ti troverai nella condizione di dover fare i conti con l’acustica della stanza in cui la voce viene ripresa, con la distanza tra il microfono e la scheda audio e molti altri fattori che concorrono nel complicare la situazione.

A mano a mano che le esigenze di ripresa aumentano vedrai lievitare esponenzialmente l’esigenza di avere nuove attrezzature e quindi Interi costi.

Ritornando perciò al concetto base, il primo passo che devi fare nel momento in cui decidi di aprire il tuo home recording studio è quello di domandarti quale sarà, in prospettiva, l’obiettivo che devi poter raggiungere. Scendiamo un po’ nella pratica e vediamo alcuni esempi concreti corredati da alcune indicazioni economiche di massima.

Ad esempio, se desiderassi creare musica elettronica / arrangiata elettronicamente. cantata, a livello semi professionale avrei bisogno di:

1 pc il più potente possibile (500 €)

1 scheda audio con almeno 2 canali microfonici / linea d’ingresso per registrare contemporaneamente 2 microfoni o uno strumento elettronico esterno come ad esempio un expander (sconsiglio sempre l’acquisto di interfacce con 1 solo canale d’ingresso), 2 canali d’uscita per collegare i monitors ed 1 uscita cuffie per lavorare anche di notte 🙂 (100 €)

1 coppia di monitors (speakers) professionali posizionati correttamente in una stanza acusticamente trattata (l’intervento può essere anche poco dispendioso ma ci deve essere necessariamente) (250 € – 2500 €)

Trattamento acustico (150 € – 500 €)

1 software per la registrazione multitraccia/ sequencer (un programma che consenta di registrare più tracce separatamente ed in grado di gestire il midi come ad esempio Reaper, ma può andar bene anche Cubase, Protools, Logic, ecc…). (50 – 500 €)

Molti plugins (i plugins sono dei programmini che collaborano col programma di registrazione multitraccia principale per aggiungere funzionalità): almeno 1 campionatore, un paio di sintetizzatori virtuali e virtual instruments, un pò di processori audio come compressori, equalizzatori, qualche buon riverbero e dealay… insomma, più plugins si hanno a disposizione e meglio è… (ce ne sono moltissimi gratuiti, specialmente se decidi di utilizzare pc anziché mac)

1 midi controller (una tastiera muta usb da interfacciare al sequencer che gira sul pc) 100 €

In questo scenario capisci bene che, seppur molto contenuto rispetto ad un tempo, l’investimento necessario per creare un set up semiprofessionale di questo genere si aggira attorno ai (minimo) 1000 €.

La cosa interessante però è che per iniziare a registrare la propria musica elettronica / arrangiata elettronicamente ed ottenere già discrete soddisfazioni, senza la velleità di riuscire a realizzare prodotti professionali o confrontabili e paragonabili a produzioni portate avanti con alti budget, è possibile configurare il tutto a piccoli step. In questo caso perciò dalla campagna acquisti si potrebbero escludere i monitors, a fronte di una cuffia, l’acustica della stanza ed eventualmente il microfono (proprio di recente ho potuto constatare quanto microfoni semi professionali studiati per chat vocali – skype – suonino estremamente bene se paragonati a soluzioni più costose… ovvio, non aspettarti prestazioni incredibili…).

Con queste correzioni vai a lesinare sugli anelli deboli della catena (ossia quello iniziale della ripresa acustica e quello finale dell’ascolto). Tuttavia già con questo tipo step potrai iniziare ad avere buone soddisfazioni, a sviluppare la tua creatività, a progettare le basi per investimenti futuri…

Come già detto però le cose si complicano nel momento in cui è necessario registrare in maniera degna anche strumenti acustici o elettrici. Sebbene attualmente si trovino in commercio moltissimi prodotti dedicati a chitarristi ed a bassisti (come ad esempio scheda audio dedicate alla registrazione di chitarra e basso senza passare per l’amplificatore provviste spesso di plugins di emulazione di buona qualità per riprodurre le timbriche di ampli ed effetti – vedi ad esempio la Toneport Ux2) per registrare anche solo una voce una chitarra acustica in maniera corretta le cose si complicano.

Partendo dal fatto che è necessario evitare il più possibile di catturare rumori esterni allo strumento o alla voce durante la registrazione è che questa è una norma assoluta da seguire durante la registrazione di materiale semiprofessionale o professionale, ci sono alcune considerazioni che per forza di cose bisogna fare:

1) gli ambienti casalinghi sono rumorosi (automobili, vicini che sbattono le porte, uccellini in giardino, ecc…) : si renderà pertanto necessario tenere il microfono il più vicino possibile alla sorgente acustica.

2) computer ed hard disk sono strumenti solitamente abbastanza rumorosi: si renderà pertanto necessario allontanare il microfono da queste sorgenti di rumore.

3) allontanando il microfono dal computer si va incontro ad una serie di piccole difficoltà: per premere rec potrebbe essere necessario l’aiuto di un amico (se non si dispone di un telefono dotato di applicazioni studiate apposta per trasformarlo in un remote control). Allontanandosi dal computer sarà necessario un cavo microfonico più lungo e di una lunga prolunga per la cuffia (non avrai più La possibilità di controllare il livello di ascolto a meno che tu non disponga anche di un amplificatore cuffie dedicato e perciò non potrai più utilizzare agevolmente l’amplificatore cuffia integrato all’interno della scheda audio). Oltre ad occupare la tua stanza ne dovrai occupare un’altra, e spesso questo può essere un problema in una casa comune…

A questo punto possiamo porci nuovamente la domanda iniziale: dove voglio arrivare con le mie registrazioni?

Ha davvero senso mettersi nelle condizioni di registrare professionalmente a casa mia oppure è sufficiente per me riuscire a realizzare dei validi provini che verranno riregistrati in un secondo momento in studio di registrazione (a discapito di quella calma e tranquillità che, in casa, può essere generosa ispiratrice per la tua creatività – in studio, se non si è abituati al lavoro, c’è sempre più tensione ed è sempre necessario guardare l’orologio tra una take e l’altra)?

A tal proposito ti consiglio spassionatamente di ascoltare l’intervista audio realizzata di recente con il tecnico del suono Michele d’Anca, noto costruttore audio, che, tra le altre cose, ha sottolineato come, secondo il suo parere, una band emergente abbia altre priorità a cui guardare prima dell’attrezzatura…

In effetti il limite è proprio questo: in realtà moltissime cose si potrebbero anche registrare con una banale microfono usb… ma ha senso nel tuo caso spendere 200 € per un microfono di quel tipo quando, molto probabilmente, tra qualche mese ti troverai nella condizione di dover registrare due microfoni in contemporanea? Non ti suona meglio, piuttosto, acquistare con 300 € 1 scheda audio ed un microfono in modo da evitare, dopodomani, di dover rivendere il tuo microfono usb e cercare, in ogni caso, una scheda audio con microfono separato?

Il mondo dell’audio è bello perché è vario: professionisti del calibro di Stefano Castagna (che ho avuto l’onore di intervistare poco tempo fa su scuolasuono.it – trovi l’audio intervista a questa pagina) più volte mi hanno riferito di aver mixato dei lavori particolarmente ispirati e registrati con un microfono usb: ovviamente però, dal punto di vista qualitativo, hanno dovuto fare i miracoli per far assomigliare quelle registrazioni ad un vero disco…

Cerchiamo perciò di dare un colpo al cerchio e un colpo alla botte: quello che sto cercando di fare è di darti una panoramica generale in maniera che tu possa tranquillamente effettuare le tue decisioni oppure informarti in maniera più approfondita nei forum dedicati all’audio su quale sia la soluzione migliore in questo momento, per te ed in base al tuo budget.

Facciamo un piccolo salto di categoria: poniamo il caso di un musicista che desidera registrare nella propria sala prove la propria band e la propria musica.

Il primo grande scoglio da superare è la registrazione della batteria, ed i costi lievitano: a meno che il batterista non utilizzi una batteria elettronica (dotata di un’uscita stereo) per registrare una batteria acustica sono necessari un minimo di quattro microfoni nelle situazioni meno impegnative fino ad arrivare a 13 o anche 15 microfoni nelle situazioni più particolari. 13 microfoni da registrare contemporaneamente significa disporre non solo di 13 microfoni e 13 calvi microfonici, ma anche di una scheda audio in grado di registrare almeno 13 canali contemporaneamente e di 13 preamplificatori.

Il preamplificatore è un componente dedicato all’amplificazione del segnale microfonico. Il segnale elettrico prodotto in uscita da un microfono è un segnale molto molto piccolo. Per fare in modo che questo segnale venga correttamente immagazzinato nel computer attraverso la scheda audio è necessario che esso venga amplificato adeguatamente prima di essere registrato. L’esempio tipico di pre è quello dei canali del mixer: il primo potenziometro di ogni canale infatti è solitamente il cosiddetto GAIN. Quel potenziometro permette di amplificare i segnali dei microfoni che giungono al mixe in maniera che possano essere gestiti adeguatamente dai componenti elettronici a valle all’interno dell’architettura del mixer (equalizzatori, faders, somma, ecc…). In una situazione di questo tipo la spesa aumenterà notevolmente: 500 € per la scheda audio che, solitamente , integra 8 preamplificatori + 500€ per un modulo con 8 preamplificatori aggiuntivi è il set up tipico di un home recording studio. Questo tipo di configurazione ovviamente ti costringerà a ottimizzare la gestione dei canali: per registrare infatti tutti gli strumenti contemporaneamente serviranno almeno 8 canali di registrazione dedicati alla batteria ed i rimanenti otto per voci, chitarre, tastiere, eccetera… apriamo una piccola parentesi sulla modalità di registrazione: è meglio registrare tutta la band assieme oppure, come spesso si usa fare negli studi di registrazione, è meglio registrare un componente del gruppo alla volta? Ci sono diverse scuole di pensiero però possiamo dire che, in linea di massima, registrare tutta la band assieme aiuta a velocizzare il lavoro ed, a parità di sforzo, migliora l’amalgama del gruppo nella registrazione. Viceversa, registrando uno strumento alla volta, il grande vantaggio sarà la precisione sonora della registrazione (per l’esempio precedente, i 10 microfoni posizionati su una batteria riprenderanno non solo il suono della batteria ma anche quello degli altri strumenti che suonano vicino alla batteria e di conseguenza in fase di mixaggio tutto ciò andrà a discapito della qualità). Tuttavia registrare uno strumento alla volta e un lavoro molto lungo, a volte estenuante e, per ricreare il sound ed il feeling della band, sono spesso necessarie moltissime ore di lavoro in post produzione… Secondo me, dal mio personalissimo punto di vista, l’approccio migliore è quello di fare le cose con testa, senza estremismi: ad esempio si può pensare di registrare in due momenti diversi, prima la band e poi le voci… in questo modo si lavora con un concetto ibrido è si trae giovamento da entrambi i modi di procedere. Questo metodo però è consigliabile solo se l’obiettivo finale non è quello di realizzare un vero proprio disco ma piuttosto una demo un brano da mettere su myspace, una registrazione ufficiale ma senza velleità di spettacolare qualità sonora, un buon compromesso insomma… A me personalmente è capitato spesso di creare e registrazioni sia con questo tipo di approccio sia con un metodo leggermente più raffinato: tutti i musicisti che suonano assieme nella stessa stanza, microfoni sulla batteria, basso, chitarra e tastiere registrati direttamente col jack e passati attraverso simulatori di ampli per l’ascolto dei musicisti… In questo modo si ottiene una discreta pulizia sui canali della batteria e, ovviamente, una pulizia assoluta sulle tracce degli strumenti registrati in linea. In entrambi i casi però ci si trova di fronte a delle difficoltà: amplificatori potenti di chitarre e bassi che suonano vicino ai microfoni della batteria non ti aiuteranno ad ottenere suoni di batteria qualitativi ma il lavoro sarà più rapido e più veloce ed appagante nell’immediato. Viceversa, registrando tutto ciò che non è “batteria” via cavo avrai la necessità di provvedere agli ascolti di ogni musicista (una cuffia per un musicista con relativo ampli in cui spesso è necessario effettuare un mixaggio differente) è di ricreare delle sonorità credibili con gli emulatori di ampli. Gli amici chitarristi e bassisti sanno bene che suonare con l’ampli di fianco non è la stessa cosa che suonare con un amplificatore virtuale in cuffia, perciò anche in questo caso bisogna valutare quale risulta essere il compromesso migliore nella situazione specifica. Moltissimi altri dettagli sono spiegati nel PDF “Registrare il tuo live – L&R” che puoi scaricare da questa pagina: http://www.scuolasuono.it/home/corsi/tecnico-del-suono-corsi/manuale-pdf-di-registrazione-audio-registrare-il-tuo-live-lr/

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Per concludere possiamo dire che con una cifra che si aggira tra i 500 ed i 1000 euro è possibile ottenere un set up base per registrazioni non eccessivamente qualitative con un massimo di due canali; i balzi sostanziosi nell’investimento avvengono quando si ritiene necessario poter disporre di un ascolto professionale e/o di un sistema di ripresa dotato di molti canali in registrazione e molti microfoni.

Probabilmente speravi di poter trovare all’interno di questo articolo tutte le informazioni necessarie sugli oggetti da acquistare ma, come vedi, il mondo dell’audio che apparentemente può sembrare intuitivo, in realtà necessità di un bel po’ di ragionamenti al fine di ottimizzare il proprio budget… Il mio consiglio è quello di informarti quanto più possibile nel dettaglio delle apparecchiature che ti piacciono prima di cacciare dei soldi!

Mi auguro comunque che queste righe ti siano state utili a farti un quadro di quelle che sono le possibilità ed i “diritti-doveri” relativi all’home recording.

Nella prossima puntata corso per tecnico del suono promosso da Scuolasuono.it affronteremo in breve l’argomento microfoni e procedure di registrazione. Con l’augurio di un buon proseguimento musicale ti rimando al prossimo articolo. Ti segnalo che, parallelamente alla pubblicazione del nuovo articolo, verrà pubblicata anche l’intervista audio a Enrico Lafalce di www.electric-garage.it , storico fonico di Jovanotti (Britti, Renga, Subsonica, Ruggeri e moltissimi altri). A presto!

Francesco Nano

PS: ti sarei grato se potessi aiutarci a promuovere questa iniziativa gratuita cliccando il pulsantino “Mi Piace” e condividendo via email e su facebook il link a questa pagina.

PPS: Se desideri interagire con me puoi lasciare un commento qui sotto (devi essere registrato al sito attraverso il login di Facebook ed aver completato la pagina di registrazione – se trovi difficoltà nel completare la procedura d’iscrizione puoi contattarmi all’email francesconano@scuolasuono.it ).

Risorse consigliate:

Corso per tecnico del suono di Scuolasuono.it
http://www.scuolasuono.it/corsotecnicodelsuono/

Accademia del Mixaggio di Scuolasuono.it
http://www.scuolasuono.it/accademiadelmixaggio

Audio intervista a Stefano Castagna di Ritmo&Blue Studio

http://www.scuolasuono.it/home/interviste/autopromozione/tecnici-del-suono-vhome-recording-stefano-castagna-del-ritmoblu-studio/

Audio intervista a Michele d’Anca di Dancaaudio.it

 

http://www.scuolasuono.it/home/interviste/audio/intervista-audio-al-tecnico-del-suono-michele-danca/

4 Comments

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